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20 Ottobre 2020
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Endiasfalti Agliana, Cavicchi suona la carica: «Più continuità e identità nel gioco»

19-12-2019 21:46 - PRIMA SQUADRA
Chiudere il 2019 nel migliore dei modi, soprattutto perché si gioca in casa di fronte a un pubblico sempre presente e indispensabile. È questo l’obiettivo della Endiasfalti Agliana, che domenica saluta l’anno appena trascorso alle 18 al Capitini contro Pielle Livorno, sfida che vale il quarto posto in classifica a due giornate dal termine del girone d’andata.

Una partita che, come ha sottolineato il capitano dei neroverdi, Lorenzo Cavicchi, è inserita in un «ciclo durissimo» iniziato in casa con Castelfiorentino e che terminerà ad anno nuovo a Siena. «Parliamo di scontri diretti – conferma “Cavi” – e fino ad adesso solo quello contro Castello ha avuto esito positivo. Ci è mancata la continuità di risultati e questo ha fatto sì che perdessimo il treno delle prime».

«Quello che non siamo riusciti a fare – prosegue l’analisi – è trovare un’identità di gioco. Ci sono state delle partite in cui abbiamo fatto bene dietro e altre in attacco, ma mai entrambe le cose insieme per un lungo periodo».

Dopo la sconfitta nel derby contro Prato, la Endiasfalti dovrà ripartire dalla vittoria in casa proprio contro i gialloblù. «No – risponde diretto Cavicchi – ripartiamo da Pielle. Voglio dire che ogni partita è a sé e noi abbiamo l’obbligo di prepararla al meglio, arrivare a domenica e fare quello che ci siamo prefissati con lo staff. Partita nuova, sfide nuove, altri punti forti e deboli dell’avversario da tenere a mente».

Ciò che è rimasto costante è la forza di Agliana quando gioca in casa. «È vero, il pubblico ci dà sempre una spinta in più. Il Capitini è rimasto un fortino: l’ha espugnato solo Chiusi e deve rimanere l’unica fino a giugno».

Il capitano della Endiasfalti è tornato a lavoro in estate dopo aver saltato per un serio infortunio al ginocchio la seconda parte della scorsa annata. «Scendere di nuovo in campo è stata dura – racconta – pensavo fosse più semplice, ma sto scoprendo sulla mia pelle che così non è. Vedo dei miglioramenti, il ginocchio va meglio, ma diciamo che alla fine avevano ragione i dottori e per tornare al 100% servono dodici mesi».

«Il 2020? – conclude “Lorenzone” – speriamo ci porti continuità di risultati e un’identità di gioco più marcata».